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CHI SONO

Sono nato a Bergamo, in via Porta Dipinta (quando ancora si nasceva in casa) il 21 Giugno 1945. Mi sono stati imposti tre nomi: Carlo, come il nonno paterno, Giuseppe, come uno zio materno, entrambi prematuramente scomparsi, e Libero, perché nato giusto un paio di mesi dopo la liberazione. Mi piace pensare che anche questa, oltre alle ragioni che hanno anche altri milioni di italiani, sia una delle cause del mio attaccamento alla resistenza ed alla successiva liberazione, appunto.

I primi dodici anni della mia vita li ho felicemente trascorsi nel quartiere dove sono nato, Sant Andrea (Bergamo alta), crescendo più o meno per strada tra tanti amici. In quegli anni, si era nel dopoguerra, di veicoli ne circolavano proprio non tantissimi e rischi e pericoli erano pressoché inesistenti. A questo si deve aggiungere che avevamo a disposizione un campo giochi di dimensioni impensabili: tutta città alta. Gli amici d'infanzia sono forse anche gli unici amici che ho, almeno, gli unici che ho conservato e con i quali ho mantenuto legami fino ad oggi.

Ripensare a Gianni (detto Tüì, per via del tifo per il Torino e per il modo di arrotare la lettera R), Flaminio, Antonio, Remo, Lino, Ferdi e suo cugino Innocente, per arrivare a Giorgio, da me sempre considerato un amico più che cugino, significa ritrovare l'allegria dell'infanzia, la voglia di giocare sempre e la capacità di trasformare un cerchione di bicicletta e un pezzo di fil di ferro nel gioco più appassionante e coinvolgente del mondo.

Poi con iltempo, crescendo, se ne sono aggiunti tanti altri, con i quali ci si ritrovava “dal Migliurì” a giocare a carte e chiaccherare. E anche con alcuni di questi i legami si sono formati e sono rimasti nonostante gli anni. Amici da prendere in giro e dai quali farsi prendere in giro, con i quali trovarsi sempre e comunque bene.

Sono un grande sportivo da poltrona (potrei competere con Fantozzi nell'uso del telecomando) che ama quasi tutti gli sports, con particolare predilezione per il calcio, il ciclismo, la pallavolo e l'atletica in generale.

Appassionato di fotografia, non ho mai avuto il coraggio di confrontarmi con altri, partecipando a qualche concorso. Probabilmente, il timore che se non avessi vinto avrebbe comportato una delusione troppo cocente, chi lo sa ?

Altra grande passione è viaggiare, vedere, conoscere, ecc. Il mio sogno era di poter avere un camperino e girare il mondo, tornando di tanto in tanto a casa a trovare i parenti e gli amici.

Peccato che non sia andata come sognavo. Nel corso della mia vita lavorativa ho imparato a fare tante cose diverse, fortunatamente quasi tutte appassionanti. Ora mi piace “smanettare” con il computer, provare nuovi software o nuove versioni di quelli già conosciuti, ma soprattutto, mi è rimasta la voglia di fare politica. A questo mi spinge anche la convinzione che tanti, troppi politici di oggi, siano troppo propensi a badare agli interessi propri che non a quelli generali. Anche a livello locale, dove si immaginerebbe una maggiore voglia di fare e costruire per i concittadini, prevale l'ambizione, il vedere se' stessi come guida della comunità, senza mai avere il minimo dubbio sulle proprie qualità sulle proprie doti. Peccato che tutto ciò porti ad una forma di sclerosi della pubblica amministrazione, sempre pronta, in questo modo, a confrontarsi solo con se' stessa e con il proprio passato, senza mai avere il minimo dubbio che ci possa essere qualcosa (o qualcuno) di nuovo e migliore.

La voglia di partecipare alla costruzione di una società diversa e (ovviamente) migliore. Un vero peccato che non abbia abbastanza estimatori da riuscire ad essere eletto.

Pazienza.

C'è sempre la famiglia.