Sito personale di Carlo Sangalli |
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Ognuno di noi ha in mente la propria versione, il proprio modello. Senza aver alcuna pretesa sulla possibile bontà del mio, voglio presentare pubblicamente il "mio" stato modello.
Voglio vivere in un paese dove:
- ad ognuno, nessuno escluso, sia consentito di fare le proprie scelte di vita senza che alcuno sia autorizzato ad imporre, anche solo con le parole, qualcosa di diverso;
- il rispetto per gli altri, siano essi singoli o comunità, sia sempre pieno e completo anche da parte delle istituzioni, delle imprese, ecc.;
- tutte le religioni abbiano il diritto di manifestarsi, di comunicare ai propri fedeli le proprie dottrine, rispettando, al contempo, il dovere di non interferire nelle scelte dei singoli cittadini e delle istituzioni pubbliche;
- i giovani ricevano la miglior formazione possibile, adatta per affrontare la vita ed il mondo del lavoro con capacità e competenza;
- i lavoratori, dipendenti e autonomi, abbiano tutto l'aiuto possibile per cercare un nuovo posto nel caso in cui quello vecchio non possa più essere mantenuto;
- le persone non autosufficienti, giovani, meno giovani ed anziani, ricevano dalla comunità un aiuto tale che consenta loro di vivere dignitosamente, a casa propria o, se non fosse possibile, in strutture adeguatamente specializzate;
- l'evasione fiscale sia considerata un reato nei confronti dell'intera collettività e come tale adeguatamente punito con la carcerazione;
- i corrotti e corruttori, concussi e concussori, vadano in galera, insieme agli evasori, e ci restino il tempo necessario per ravvedersi sinceramente. E se corrotti o corruttori, concussi o concussori, sono pubblici ufficiali che hanno approfittato del ruolo svolto, in galera ci restino per un tempo doppio rispetto agli altri;
- la giustizia, per essere veramente equa con tutti, preveda che la prescrizione valga fino al rinvio a giudizio, non un minuto in più, per evitare che chi dispone di stuoli di avvocati possa avvalersi di ogni possibile cavillo per allungare a dismisura i tempi e rimanere impunito;
- gli incensurati abbiano diritto ad una sospensione condizionale della pena, non inferiore al 50% e non superiore all80%, a condizione che non commettano un nuovo reato penale entro un periodo uguale al doppio della pena sospesa, nel qual caso dovranno scontare il residuo sospeso e la nuova pena per intero;
- in galera ci finiscano quelli che la droga la trafficano, non i tossicodipendenti;
- le leggi escludano ogni possibilità di condoni ed amnistie fiscali ed edilizie e che sia esclusa, per le infrazioni edilizie, la possibilità di qualsiasi sanatoria a pagamento;
- chi utilizza immigrati clandestini perda la cittadinanza italiana e sia espulso al posto degli immigrati;
- chi utilizza lavoratori in nero sia costretto a chiudere la propria attività;
- le pensioni di invalidità concesse al fine di "aiutare" residenti nelle zone sottosviluppate industrialmente, siano trasformate in indennità di disoccupazione e ai titolari venga offerta l'opportunità di trovare un lavoro, decente e retribuito degnamente;
- la salute, come l'istruzione, sia considerato un bene primario e come tale, venga garantita di diritto a tutti i cittadini attraverso un sistema sanitario pubblico, senza costi aggiuntivi;
- sia assolutamentee vietato pubblicizzare e promuovere medicinali. I nuovi farmaci vengono portati alla conoscenza dei medici solo attraverso presentazioni pubbliche provinciali, organizzate dalla C.U.F.;
E tante altre cose ancora avrei da aggiungere, ma capisco che sono già scivolato nell’utopia. Però, almeno un però mi rimane, mi piacerebbe vivere dove tutti i cittadini siano veramente tutti uguali, dove chi amministra e governa cose pubbliche, senta questo incarico come un onore e come una responsabilità, dove per tutte le grandi decisioni, pure proteggendo e tutelando i diritti delle minoranze, il popolo possa esprimersi a maggioranza su proposte e idee (istituzione del referendum propositivo), dove i partiti e le organizzazioni sindacali si rinnovino veramente, eliminando la farsa oligarchica del gruppo dirigente uscente che designa i propri successori.